Pensieri dell’Arca

La ruota del criceto costruita da me

Non sono uscito dalla ruota del criceto. Me ne sono costruita una nuova.

A un certo punto ho capito che non ero uscito dalla ruota del criceto.

Me ne ero costruita una nuova.

Una migliore.

Una che avevo progettato io stesso.

Con materiali migliori. Con una vista più bella. Con cuscinetti più silenziosi.

E soprattutto con la rassicurante certezza di poterla lasciare in qualsiasi momento.

Ma non la lascio.

Regolo. Miglioro. Modifico piccoli dettagli che nessuno, tranne me, noterebbe.

Giro viti che non hanno nome.

Sempre più fine. Sempre più preciso.

Il calcolo infinitesimale possiede per questo un linguaggio onesto.

Ci si può avvicinare infinitamente a un obiettivo senza raggiungerlo mai.

Il limite esiste. Ma noi non lo raggiungiamo.

Resta sempre una differenza. Un residuo. Una distanza tra ciò che è e ciò che potrebbe essere.

Un tempo questo mi disturbava. Oggi mi tranquillizza.

Perché significa che non esiste un ultimo passo.

Nessun punto in cui tutto sia finito.

Nessun momento in cui si possa dire: ora sono arrivato.

La vita non è un luogo. È un avvicinamento.

E forse è proprio per questo che continuo.

Non per arrivare. Ma per avvicinarmi ancora.

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Cane nero dallo sguardo pensieroso
Chi pensa dietro tutto questo?

ArcaNuova non è un prodotto finito, ma un’arca per pensieri da portare con sé, afferrare, comprendere e riutilizzare. Ciò che sta qui non deve soltanto essere letto: deve innescare qualcosa, come impulso, strumento o inizio.

Dietro ArcaNuova ci sono esperienza, osservazione e il tentativo di pensare le cose in modo chiaro e pratico. Senza nebbia psicologica. Senza chiacchiere. Da afferrare direttamente.

Pensieri

Autore di ArcaNuova al mare
Chi scrive dietro tutto questo?

Il suo percorso lo ha portato da odontotecnico a dentista e da dentista a filosofo. Più dei titoli ha conservato gli strumenti: osservazione precisa, anamnesi accurata, diagnosi e la disponibilità ad abbandonare una prima ipotesi quando la realtà non le corrisponde.

I pensieri non nascono da un manuale, ma dall’esperienza: in uno studio dentistico, davanti a un impianto solare, a un router, durante la raccolta delle olive o talvolta nello sguardo di un cane.

Di più sull’autore

Pensieri

Festival delle luci. Pensato dall’uomo, illuminato dalla tecnica.
Come scrive?

Come dentista ero abituato al fatto che collaboratrici d’ufficio ben preparate rivedessero i miei testi medici. Correggevano l’ortografia, levigavano le formulazioni e rendevano leggibili le frasi complicate. Nessuno avrebbe per questo attribuito loro i pensieri medici.

Con la pensione non finì soltanto lo studio, ma anche l’ufficio. A quanto pare solo il Presidente della Repubblica può portare con sé il proprio personale in pensione. Per la revisione linguistica sono quindi passato all’intelligenza artificiale.

La divisione del lavoro è rimasta sostanzialmente la stessa: io fornisco pensieri, esperienze e posizione; l’IA aiuta con la struttura delle frasi, l’ortografia e la rifinitura. Solo che la nuova collaboratrice non ha bisogno di una scrivania né di ferie e mostra un entusiasmo sorprendente per la sintassi.

La nascita conviviale del mio sigillo

Pensieri

Un’onda che si infrange nella Laguna Blu
Perché scrive?

L’autore possiede una curiosità pronunciata e una certa tendenza a seguire i pensieri anche quando gli altri hanno già cambiato argomento. Non tutti desiderano parlare davanti a un caffè di società, tecnica, filosofia o delle assurdità della vita. Probabilmente è anche ragionevole.

Scrivendo, ogni pensiero trova lo spazio di cui ha bisogno e ogni lettore può decidere da sé fin dove seguirlo.

Pensieri