ArcaNuova · Restare · Viaggiare · Chiarezza

Il desiderio di restare

Perché a volte bisogna lasciare per un po’ una casa amata, per poterci tornare davvero interi.

Vivo in paradiso. Lo dico senza esagerare. Una casa su una collina, 300.000 metri quadrati di terra, sole, ulivi, musica e due dobermann che offrono più lealtà di molte persone. Non ho voglia di fuggire e non desidero un mondo nuovo. Ho tutto ciò che mi serve, quando sono in pace con me stesso.

Eppure esiste un altro impulso: partire una volta. Non fuggire, non evadere. Solo prendere distanza per vedere di nuovo con chiarezza chi sono in questo paradiso.

Il Sud America è una possibilità. Non come nuova vita, ma come spazio intermedio da cui osservare la mia vita dall’esterno. Non è desiderio di lontananza, ma uno sguardo interiore che a volte ha bisogno di un paesaggio diverso. Non a lungo. Solo finché la mente torna libera.

È una sensazione paradossale: voglio restare, ma per poter restare davvero devo partire una volta.

Potrei viaggiare in qualsiasi momento. Susanna è abbastanza affidabile da occuparsi dei cani. Non li vede con la mia stessa profondità, ma li rispetta come parte della nostra vita. E questo basta. I cani non serbano rancore. Conoscono il presente e il ritorno.

Quello che il Sud America dovrebbe darmi non è avventura, ma riflessione. Qualche settimana senza aspettative, clan, figli o ruoli. Solo io e la distanza.

Il centro della mia vita resta qui. In realtà non voglio andare via. Voglio una relazione in cui io rimanga il centro della mia vita, come quando vivo da solo. Una donna che arrivi davvero invece di disperdersi. Una donna che si affidi a me, non a un sistema di famiglia, obblighi o drammi.

Quando un giorno i cani non ci saranno più, e quel giorno arriverà, avrò davanti due strade: un nuovo cane o una nuova donna. Qualcosa che mi sostenga senza tirarmi. Qualcosa che mi completi senza consumarmi.

Il Sud America è soltanto un passaggio. Uno specchio. Una pausa. Chiarezza.

La mia vita è qui. Partirei soltanto per poterci tornare completamente.

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Chi pensa dietro tutto questo?

ArcaNuova non è un prodotto finito, ma un’arca per pensieri da portare con sé, afferrare, comprendere e riutilizzare. Ciò che sta qui non deve soltanto essere letto: deve innescare qualcosa, come impulso, strumento o inizio.

Dietro ArcaNuova ci sono esperienza, osservazione e il tentativo di pensare le cose in modo chiaro e pratico. Senza nebbia psicologica. Senza chiacchiere. Da afferrare direttamente.

Pensieri

Autore di ArcaNuova al mare
Chi scrive dietro tutto questo?

Il suo percorso lo ha portato da odontotecnico a dentista e da dentista a filosofo. Più dei titoli ha conservato gli strumenti: osservazione precisa, anamnesi accurata, diagnosi e la disponibilità ad abbandonare una prima ipotesi quando la realtà non le corrisponde.

I pensieri non nascono da un manuale, ma dall’esperienza: in uno studio dentistico, davanti a un impianto solare, a un router, durante la raccolta delle olive o talvolta nello sguardo di un cane.

Di più sull’autore

Pensieri

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Come scrive?

Come dentista ero abituato al fatto che collaboratrici d’ufficio ben preparate rivedessero i miei testi medici. Correggevano l’ortografia, levigavano le formulazioni e rendevano leggibili le frasi complicate. Nessuno avrebbe per questo attribuito loro i pensieri medici.

Con la pensione non finì soltanto lo studio, ma anche l’ufficio. A quanto pare solo il Presidente della Repubblica può portare con sé il proprio personale in pensione. Per la revisione linguistica sono quindi passato all’intelligenza artificiale.

La divisione del lavoro è rimasta sostanzialmente la stessa: io fornisco pensieri, esperienze e posizione; l’IA aiuta con la struttura delle frasi, l’ortografia e la rifinitura. Solo che la nuova collaboratrice non ha bisogno di una scrivania né di ferie e mostra un entusiasmo sorprendente per la sintassi.

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L’autore possiede una curiosità pronunciata e una certa tendenza a seguire i pensieri anche quando gli altri hanno già cambiato argomento. Non tutti desiderano parlare davanti a un caffè di società, tecnica, filosofia o delle assurdità della vita. Probabilmente è anche ragionevole.

Scrivendo, ogni pensiero trova lo spazio di cui ha bisogno e ogni lettore può decidere da sé fin dove seguirlo.

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