ArcaNuova · Satira · Democrazia · Linguaggio

L’accappatoio e la democrazia

Una satira sulla nebbia del linguaggio politico, sulla critica e sulla rassicurante certezza che una svolta di 360 gradi riporti sempre al punto di partenza.

Cittadino: Mio nonno diceva sempre: «Mai più guerra.» Allora perfino una battuta poteva diventare pericolosa. Oggi i mezzi hanno altri nomi: conto chiuso, piattaforma bloccata, procedimento aperto. La confezione cambia. Il desiderio di mettere a tacere la critica rimane sorprendentemente resistente.

Politica: Abbiamo avviato una svolta olistica di 360 gradi nella politica interna, contemporaneamente orientata in avanti. Significa imparare dal passato per tornare da dove siamo venuti. Soltanto meglio.

Cittadino: Una svolta di 360 gradi ci riporta esattamente allo stesso punto. È proprio questo che mi preoccupa.

Politica: La democrazia non è soltanto dentro, ma anche fuori. Se non facciamo capire molto chiaramente che la difendiamo, diventerà una sfida per la democrazia continuare a essere la democrazia che dovrebbe essere.

Cittadino: La democrazia non deve difendersi dalle battute. Deve difendersi da chi vuole vietarle.

Politica: Le parole hanno effetti nella realtà. Se non vengono contestualizzate correttamente, possono essere fraintese. Per questo a volte è meglio pensare certe cose a bassa voce invece di dirle ad alta voce.

Cittadino: Quindi la libertà di opinione continua a esistere completamente. Soltanto non si può usarla.

Politica: Questa è la sua interpretazione. E le interpretazioni, come è noto, possono essere problematiche.

Cittadino: Devo preparare l’accappatoio per precauzione?

Politica: Che io abbia ragione si vede già dal fatto che sono qui senza un’istruzione scolastica dimostrabile e che il mio futuro è comunque perfettamente assicurato. In un’organizzazione mondiale superiore, di cui non so pronunciare il nome ma di cui le spiego volentieri il significato.

Cittadino: Allora l’accappatoio non è una punizione, ma l’uniforme prescritta.

Politica: Soltanto se non ha nulla da nascondere.

Questo dialogo è satirico.

Vuole far ridere e forse anche riflettere un poco. Qualsiasi somiglianza con politiche, politici, autorità o organizzazioni internazionali viventi sarebbe naturalmente del tutto casuale.

Dopotutto le coincidenze esistono soltanto nell’occhio di chi guarda.

E alla fine probabilmente anche di questo è responsabile chi guarda.

In accappatoio.

E se qualcuno chiede chi sia responsabile di questo testo: il lavoro sporco lo ha fatto ChatGPT. In accappatoio.

Altri pensieri collegati

Cane nero dallo sguardo pensieroso
Chi pensa dietro tutto questo?

ArcaNuova non è un prodotto finito, ma un’arca per pensieri da portare con sé, afferrare, comprendere e riutilizzare. Ciò che sta qui non deve soltanto essere letto: deve innescare qualcosa, come impulso, strumento o inizio.

Dietro ArcaNuova ci sono esperienza, osservazione e il tentativo di pensare le cose in modo chiaro e pratico. Senza nebbia psicologica. Senza chiacchiere. Da afferrare direttamente.

Pensieri

Autore di ArcaNuova al mare
Chi scrive dietro tutto questo?

Il suo percorso lo ha portato da odontotecnico a dentista e da dentista a filosofo. Più dei titoli ha conservato gli strumenti: osservazione precisa, anamnesi accurata, diagnosi e la disponibilità ad abbandonare una prima ipotesi quando la realtà non le corrisponde.

I pensieri non nascono da un manuale, ma dall’esperienza: in uno studio dentistico, davanti a un impianto solare, a un router, durante la raccolta delle olive o talvolta nello sguardo di un cane.

Di più sull’autore

Pensieri

Festival delle luci. Pensato dall’uomo, illuminato dalla tecnica.
Come scrive?

Come dentista ero abituato al fatto che collaboratrici d’ufficio ben preparate rivedessero i miei testi medici. Correggevano l’ortografia, levigavano le formulazioni e rendevano leggibili le frasi complicate. Nessuno avrebbe per questo attribuito loro i pensieri medici.

Con la pensione non finì soltanto lo studio, ma anche l’ufficio. A quanto pare solo il Presidente della Repubblica può portare con sé il proprio personale in pensione. Per la revisione linguistica sono quindi passato all’intelligenza artificiale.

La divisione del lavoro è rimasta sostanzialmente la stessa: io fornisco pensieri, esperienze e posizione; l’IA aiuta con la struttura delle frasi, l’ortografia e la rifinitura. Solo che la nuova collaboratrice non ha bisogno di una scrivania né di ferie e mostra un entusiasmo sorprendente per la sintassi.

La nascita conviviale del mio sigillo

Pensieri

Un’onda che si infrange nella Laguna Blu
Perché scrive?

L’autore possiede una curiosità pronunciata e una certa tendenza a seguire i pensieri anche quando gli altri hanno già cambiato argomento. Non tutti desiderano parlare davanti a un caffè di società, tecnica, filosofia o delle assurdità della vita. Probabilmente è anche ragionevole.

Scrivendo, ogni pensiero trova lo spazio di cui ha bisogno e ogni lettore può decidere da sé fin dove seguirlo.

Pensieri